Dentista Alessandino Centocelle


Studio Dentistico Dr. David Casafina
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Roma - Alessandrino - Centocelle - Torrespaccata



Tessuti Dentali

Smalto
Lo smalto ha uno spessore che varia tra 1 2 mm nella zona delle cuspidi fino ad andare a zero nell'area del colletto.
È il tessuto più duro (e più mineralizzato) dell'organismo.
l materiale inor ganico è infatti del 94-95,5% del totale e solo la modesta porzione residua è rappresentata da acqua e materiale organico.
Lo smalto si presenta come un insieme di prismi (immaginiamoci le scaglie che ricoprono il pesce) lunghi da 0,1 a 1,5 mm che nella parte più inter na hanno un andamento ondulato mentre, nella superficie, sono disposti perpendicolarmente.
La maggior o minor trasparenza dello smalto è l'elemento decisivo per la determinazio ne del colore del dente: più lo smalto è trasparen te, maggiormente emergerà il colore della denti na sottostante, che è più scura, e il dente apparirà più giallo.
Minore sarà la trasparenza dello smal to (che normalmente è giallo molto chiaro), più bianco apparirà il dente.Tale situazione si evidenzia anche nel corpo dello stesso dente poiché, osservando il margine incisale o le cuspidi, dove maggiore è la quantità di smalto, il dente appare più bianco delle zone prossime al colletto dove lo spessore dello smal to è minore e la dentina traspare maggiormente.

Cemento
Come già detto le radici non sono, inve ce, coperte da smalto, ma da cemento radicolare.Il cemento è molto meno duro dello smalto, più rugoso, ed è appunto predisposto per farsi penetrare da fibre (fibre dello Sharpey) che servono a unire la radice del dente all'osso alveolare.
L'origine embrionale del cemento radicolare e del legamento alveolodentale è infatti la stessa.
Dalla parte più bassa del sacco dentale (che è la base della formazione del dente) si suddivideran no tre differenti strati di cellule:
  • lo strato interno, più profondo, a contatto con la dentina sottostante, maturerà verso i cemen toblasti che depositano, al di sopra di quello che diventerà l'apice radicolare, strati di cemento via via più spessi
  • lo strato intermedio maturerà verso la produzione delle fibre del legamento dentoalveolare
  • lo strato più esterno inizierà a produrre tessuto osseo contribuendo così a formare la parete interna degli alveoli dentaliDunque un'unica origine per tre tessuti appa rentemente così differenti, ma così compenetrati e inscindibili!
Dentina
La dentina è il tessuto maggiormente pre sente, da un punto di vista dimensionale, nel dente.La produzione di questo tessuto non finisce quando il dente è completamente formato, ma con tinua per tutta la vita.
Quella parte che si forma durante la maturazione del dente si chiama den tina primaria, quella che si depone in un secon do momento in seguito a stimoli (possono esse re stimoli pressori fisiologici, o stimoli funzio nali, fisici o chimici abnormi) si chiama dentina secondaria.
La dentina è molto meno dura dello smalto e la percentuale di materiale inorganico scende al 70% (contro il 95% dello smalto).
È un tessuto ricco di terminazioni nervose (il che spiega la grande sensibilità dei denti agli stimoli) con innumerevoli tubuli (vere piccole strade attra verso il tessuto duro) che dalla polpa contenuta all'interno si diramano in ogni direzione verso la superficie del dente fino allo smalto o al cemento.
Questa struttura è dunque particolarmente vigi le contro ogni insulto esterno: appena la carie (o la fresa del trapano) penetra nella dentina vengo no "tagliati" dei tubuli dentinali.
In tal modo è pos sibile che delle terminazioni nervose siano diret tamente coinvolte o che si determino delle modi ficazioni nel rapporto chimico con passaggio di sti moli irritanti (sostanze, sbalzi di temperatura) alla polpa che reagisce scatenando dolore.
La differente durezza e consistenza tra smalto e dentina chiarisce per quale motivo è necessario (o preferibile) utilizzare frese differenti per i due tes suti: mentre infatti per tagliare lo smalto con la tur bina è necessario usare frese diamantate, quando si giunge in dentina si può lavorare anche con frese al carburo di tungsteno, ottenendo così un taglio migliore e una riduzione del riscaldamento determinato dall'attrito.

Polpa
È il tessuto che è racchiuso all' interno della dentina in cavità di volume e forma differente a seconda che si consideri:
  • radice (endodonto radicolare) o la corona (camera pulpare)
  • il singolo elemento dentario (l'endodonto dell'incisivo centrale è completamente diverso da quello del primo molare superiore)
  • la dentizione decidua o quella permanente
  • il periodo della vita dell'individuo (l'anziano ha un endodonto più piccolo e ristretto di un giovane)
Si può genericamente affermare che la camera pulpare (cioè l'endodonto coronale) riproduce, grossolanamente, la forma della corona del dente, mentre il canale radicolare (o i canali radicolari), che inizia al livello del pavimento della camera pul pare, corre lungo la radice fino alla zona del delta apicale, cioè fino all'apice del canale che non coincide mai con l'apice della radice, ma si trova circa 1- 1,5 mm più coronale rispetto al livello dell’apice della radice.
La polpa dentale è in costante contatto con l'al veolo dentale perché dal canale principale, del quale abbiamo appena parlato, si dipartono numerosi canali secondari che raggiungono il cemento radi colare e il legamento alveolo-dentale.
Alla fine del suo decorso il canale si apre verso il legamento alveolo-dentale nella zona dell'apice che, come abbiamo detto, non corrisponde mai, esattamente, all'apice della radice.
Questa osservazione che può apparire insignificante è invece di grande importanza pratica perché significa che quando viene fatta la radiografia di controllo, nelle terapie endodonti che, con lo strumento lavorante all'interno del cana le, se lo strumento ha raggiunto l'apice del canale nella radiografia sembrerà 1-1,5 mm più coronale dell'apice della radice, e così deve essere!
Attraverso l'apice entrano nella radice, nell'en dodonto radicolare, l’arteriola, la vena e il nervo che garantiscono l'apporto di sostanze nutritizie (arteria), la rimozione del sangue non più ossige nato (vena) e la sensibilità (nervo).
In occasione di stimoli irritativi (carie, trattamenti conservativi) la polpa reagirà allontanandosi dallo stimolo e depo nendo dentina secondaria che la isoli dallo stimo lo stesso. Il risultato pratico di tali modificazioni è che nelle persone anziane può essere difficile indi viduare l'imbocco dei canali radicolari, quando sia necessario procedere a una terapia endodontica, poiché la camera pulpare è quasi scomparsa e l'im bocco dei canali ridotto a una zona molto ristretta.
Gli elementi anatomici fin qui considerati sono validi per tutti i denti pur con le rispettive differenze. È giunto il momento di considerare tali differenze.
La prima, fondamentale divisione, va effettuata considerando la forma della corona, la seconda il numero e la disposizione spaziale delle radici.






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